06 novembre 2015

Incontro di Società Libera a Milano

Nutrire il pianeta anche di Libertà

Milano - Sabato 14 Novembre 2015 - ore 9:30

Casa BPM - Sala delle Colonne - Banca Popolare di Milano, v. San Paolo, 12

La complessa e drammatica situazione geopolitica, le condizioni esistenziali ed economiche di vaste aree del mondo necessitano di analisi e riflessioni improntate ad un razionalismo critico, in grado di superare demagogiche impostazioni e superficiali considerazioni.
Oggi è tempo di incrementare l'attenzione sulla primaria emergenza del pianeta: la privazione di libertà per due miliardi e mezzo di persone che subiscono repressioni e violenza, perseguitate per credo religioso, idee, modelli di vita, nazionalità, orientamento sessuale.
Il riconoscimento dell' interdipendenza tra sviluppo e libertà, non ultima quella economica, crediamo aiuti a comprendere le ragioni del mancato sviluppo e dei problemi di nutrizione di larghe fette del mondo, in cui un reale e compiuto modello capitalista non ha avuto possibilità di penetrazione.
Nel mondo è grande la fame di libertà e di rispetto dei diritti umani, rispondere ad essa è propedeutico e necessario, se vogliamo incidere concretamente sulla stessa fame di cibo e sull' esistenza di miliardi di persone.
Queste le linee guida dell'appuntamento culturale di Società Libera, improntato sulla necessità di cooperazione tra persone e sulla libertà individuale.

Programma

Ore 9,30 Registrazione Partecipanti

9,45 SALUTI

Piero Giarda - Presidente Banca Popolare di Milano
Orlando Sacchelli - Il Giornale

10,00 INTRODUCE

Vincenzo Olita - Direttore Società Libera

10,15 LIBERTA’ POLITICA

Giovanni Giorgini - Università di Bologna
Andrea Bitetto - Università di Trento

10,45 LIBERTA’ DI CRITICA

Tommaso Frosini - Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
Pier Giuseppe Monateri - Università di Torino

11,15 LIBERTA’ DELLA RICERCA

Edoardo Boncinelli - Università S. Raffaele di Milano
Luca Guzzardi - Università di Milano

11,45 LIBERTA’ ECONOMICA

Pascal Salin - Università di Parigi
Guido Gentili - Editorialista “Il Sole 24Ore”
Marco Ponti - Politecnico di Milano
Marco Romano - Urbanista

13,00 Buffet di lavoro

14,00 LIBERTA’ DELLA COMUNICAZIONE

Luigi Caramiello - Università di Napoli
Arturo Diaconale - Componente CdA Rai
Marco Marchese - Direttivo Società Libera
Alfonso Ruffo - Direttore “Il Denaro”

15,00 LIBERTA’ CULTURALE E RELIGIOSA

Giulio Giorello - Università di Milano
Andrea Marcucci - Presidente Comm. Cultura Senato della Repubblica
Stefania Fuscagni - Università di Firenze

16,00 LIBERTA’ E DIRITTI UMANI

Ernesto Savona - Università Cattolica di Milano
Livia Pomodoro - già Presidente Tribunale di Milano
Lorenzo Strik Lievers - Università di Milano

23 settembre 2015

VIII Marcia Internazionale per la Libertà

VIII MARCIA INTERNAZIONALE
PER LA LIBERTA’

DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI

ROMA - PARIGI

SABATO 10 OTTOBRE 2015, ORE 16
da Piazza Mazzini a Piazza Risorgimento

INSIEME PER LA LIBERTA'

L’Associazione di cultura liberale SOCIETÀ LIBERA e le COMUNITÀ DELLE MINORANZE E DEI POPOLI OPPRESSI in esilio promuovono in contemporanea a Parigi e a Roma l’8° MARCIA INTERNAZIONALE PER LA LIBERTÀ.
Nel mondo non vi sarà stabilità fin quando assetti politici, unità territoriali ed identità dei Popoli saranno imposti. La Libertà, intesa come diritto fondamentale della Persona e come autodeterminazione dei Popoli, non è d'ostacolo alla stabilità internazionale, anzi ne è il presupposto.
Individui e Popoli, liberi di perseguire le proprie aspirazioni e la propria felicità, si riconosceranno così nell’appartenenza ai propri Paesi, contribuendo ad una maggiore coesione sociale oltre che alla salvaguardia della propria identità.
A fronte della privazione delle libertà fondamentali, di cui soffrono centinaia di milioni di persone, non vogliamo restare immobili, l'Europa deve mobilitarsi ponendo la difesa dei Diritti Umani come priorità nei rapporti internazionali, sia di natura politica che commerciale. Le genti d'Europa non possono ignorare che salvaguardando la libertà di tutti difendono anche la propria libertà.
Con questi convincimenti marceremo silenziosamente a Parigi e a Roma, insieme a Birmani, Cambogiani, Iraniani, Khmer Kampuchea Krom, Kurdi, Laotiani, Siriani, Tibetani, Uyghuri, Vietnamiti.

18 giugno 2015

Premio Internazionale alla Libertà

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA'
X edizione

Lucca – Chiesa San Francesco
27 giugno 2015 - ore 20,30

I riconoscimenti della X edizione verranno conferiti a:

Ricerca Scientifica  -  AGENZIA SPAZIALE ITALIANA
Cultura  -  PHILIPPE NEMO
Economia  -  PASCAL SALIN
Premio Speciale  -  MARIA CARMELA LANZETTA
L’evento si terrà nella Chiesa di San Francesco nell’omonima piazza e sarà trasmesso da Rai2 l' 8 luglio in seconda serata.

16 giugno 2015

MERCOLEDI' 17 GIUGNO 2015, ORE 18

Assolombarda
Sala Falck
Via Chiaravalle, 8 - Milano

LIBERALIZZAZIONI UN'INCOMPRESA NECESSITA'

13° Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana

 
Tra gli effetti deleteri prodotti dalla crisi economica vi è sicuramente la riscoperta, particolarmente percepita dalla pubblica opinione, del positivo ruolo dello Stato nella sfera economica, è un aspetto inquietante a dimostrazione della crisi, prima di tutto culturale, che il liberalismo sconta nel Paese. L'appartenenza delle imprese alla proprietà pubblica serve l'interesse generale meglio della proprietà privata. E’ questa una convinzione fideistica, storicamente non dimostrabile, né suffragata da positivi risultati, allo stesso modo della convinzione che individua in una corposa attività legislativa il rimedio per ogni patologica situazione o devianti comportamenti. E’ la presunzione fatale del positivismo.
Altrettanto chiara è la valutazione complessiva sul processo di liberalizzazione che ha interessato marginalmente il Paese.

29 agosto 2014

UNA CONFUSA STRATEGIA EUROPEA


di Giuseppe Pennisi

La proposta di nuove imposte sulle pensioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, potrebbe rivelarsi un boomerang nei confronti della strategia europea del governo.
È questa la prima preoccupazione che si registra non solo a Bruxelles a proposito di nuove tasse, presentate sotto il nome di “contributi di solidarietà”, in tema di previdenza e di “asticella” che potrebbe scendere dagli attuali 90.000 euro a circa 60.000 euro.
Le preoccupazioni europee, in effetti, sono di due tipi:
- La certezza del diritto in Italia.
- Le implicazioni verso quella “unione europea delle pensioni”, essenziale per fare funzionare il mercato unico e l’unione monetaria.
La costruzione che stanno faticosamente mettendo in piedi il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze si basa sull’aumento della credibilità internazionale dell’Italia. Spetta ad altri, per il momento, decidere se tale credibilità internazionale sia vera o fittizia. Per questo motivo, ad esempio, ci si è impegnati tanto nel giungere all’approvazione, in prima lettura da parte del Senato, della riforma delle Costituzione, si vuole presentare al Consiglio Europeo del 30 agosto una proposta cogente per ridurre i tempi della giustizia civile e si preme sulle amministrazioni per i pagamenti dei propri debiti commerciali con le imprese.
Una nuova riforma della previdenza che sconvolga la certezza dei diritti di chi ha già maturato la pensione, oltre a mettere a repentaglio la situazione sociale interna ed a colpire – come dimostrato da studi Censis ed Eurostat – i giovani (i quali spesso sono mantenuti agli studi grazie alle pensioni dei nonni) più che gli anziani – è la prova del nove che l’Italia della certezza delle regole se ne frega ed è pronta – unico Paese al mondo (secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro) a fare una riforma della previdenza l’anno, spesso solo per la vanagloria di chi vuole associare ad essa il proprio nome. Tutto ciò è segnale di poca serietà, anche in materia di impegni economico-finanziari e di riforme strutturali.
In secondo luogo, la proposta dell’EIOPA – European Insurance and Occupational Pensions Authority – si sta facendo strada poiché è tassello essenziale del mercato unico e dell’unione monetaria. La proposta consiste nel fare confluire contributi pubblici e privati in Personal Pension Plans (PPP) uniformi per tutti i lavoratori europei che potrebbero scegliere se utilizzare questa strada o sistemi previdenziali nazionali. La proposta Poletti avrebbe l’effetto di fare confluire verso i PPP europei i contributi di tutti i percettori di reddito medio-alto, dissanguando l’INPS e danneggiando i pensionati ai livelli più bassi di trattamento. Ed allora, o i nostri ministri riformatori non ci hanno pensato, o peggio, pur al corrente di quanto avviene in Europa, alla Luigi XIV, hanno preso l’atteggiamento Après moi le déluge. In parole povere, dopo di me, la liquidazione dell’INPS.
Quale che siano dubbi e preoccupazioni, è quanto meno singolare la “congiura del silenzio” dei media italiani. Ignoranza? Autocensura? Timore di disturbare il manovratore?